Ieri sera, su Italia Uno, trasmissione Le Iene, ha dato scandalo un servizio in cui si parlava delle grandi lobby del tabacco che avrebbero, stando a quanto si evince dal servizio, una serie di senatori e deputati a libro paga. Scandalo! Mai, in Italia, si era vista una cosa del genere! Mai! No aspetta... c'era quella parola... si quella con la t... ta... tangente! ecco! L'abbiamo trovata. Di cosa ci meravigliamo? Del fatto che a pagare le tangenti non sarebbero solo i mafiosi ma anche le grandi aziende? Del fatto che le lobby cerchino di governare indirettamente il Paese? Davvero, mi chiedo: c'era qualcuno che non credeva a questa cosa? C'è qualcuno che è effettivamente e realmente sorpreso da ciò?
Il tanto vituperato sistema di finanziamento pubblico ai partiti (che negli ultimi anni è visto un po' come il male assoluto) serve (servirebbe) proprio ad evitare queste cose e a garantire che lo Stato faccia gli interessi non del privato ma di tutti i cittadini. Il populismo crescente degli ultimi anni che sta investendo l'Italia ha indicato nei partiti la principale fonte di sperpero economico dello Stato. Se è vero che ci sono costi della politica da tagliare, è anche vero che non sono il male maggiore e che, anzi, i principali sperperi di denaro pubblico nascono dal sistema corruttivo creatosi: finanziamenti pubblici efficienti e persone oneste servirebbero ad evitare situazioni come quella descritta. Siccome in Italia (ma forse in nessun Paese) non si riesce ad evitare che accordi sottobanco orientino le politiche governative e che ciò comporta effettivamente dei costi crescenti per le casse pubbliche, sarebbe effettivamente meglio arrivare ad un sistema di finanziamento privato ai partiti, realizzato alla luce del sole. In questo modo, andare a votare, significherebbe almeno sapere per chi si vota e di chi il governo farà gli interessi, senza avere quell'illusione di purezza a cui non crede più nessuno.

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