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mercoledì 7 agosto 2013

Perché leggiamo?

Nasci in un mondo dove tutti ti dicono che DEVI LEGGERE, ma nessuno sa o vuole spiegarti il perché. Al massimo, otterrai, come risposta, un “perché la cultura è importante”. La cultura è importante, è vero, ma se la cultura è fine a se stessa non ha senso, se leggere fosse importante solo per questo allora sarebbe come masturbarsi e credere di star facendo l’amore. Ma allora perché è importante leggere? Credi, opinione modesta di un giovane ignorante che ha ancora tanto da imparare, che leggere è importante perché insegna un mucchio di cose. E non sono le cose che impari dal libro che leggi, ché altrimenti dovremmo leggere solo saggi (che spesso sono pieni di fregnacce) e niente romanzi o reportage o quel che volete, ma sono cose che impari dall’atto stesso del leggere.

Impari che devi avere pazienza prima che qualcosa ingrani, perché non sempre un romanzo parte a mille e impari che spesso quella pazienza viene premiata.

Impari che anche la pazienza deve avere un limite e che se una cosa non va, nella lettura come nella vita, allora è giusto interromperla.

Impari a perseverare in un’azione e impari come si crea una (buona) abitudine.

Impari che ci sono letture e letture e che ciascuna, anche la più banale o apparentemente vuota potrebbe darti qualche utile consiglio di vita.

Insomma, credi che leggere sia importante per questi motivi e non perché “la cultura è importante” o perché “chi legge vive mille vite” (che è comunque una cosa bellissima).

Leggere è importante perché da piacere, aiuta a fissare obbiettivi, insegna a raggiungerli, insegna che dopo un obbiettivo ne viene un altro e che bisogna rimboccarsi le maniche per raggiungerlo. 

lunedì 5 agosto 2013

Mazzari, Benitez e i destini incrociati

Com’è strano, il destino.  C’era una volta un allenatore che aveva dimostrato di essere un vincente, che aveva dimostrato sapienza tattica e dedizione alla causa, che aveva dimostrato che si può vincere anche senza grandissimi campioni, purché ci sia, all’interno di un team, una forte spinta verso un obiettivo comune. Quell’allenatore, forse, ha sempre pagato la sua aria da bonaccione, un po’ ‘mbriaco, un po’ (tanto) panciuto. Quell’allenatore è Rafa Benitez. La strada di Rafa si incrocia ora con quella di Walter Mazzarri, di cui ha preso il posto sulla panchina del Napoli che Mazzarri ha lasciato per approdare sulla panca di quella Inter che, nell’immediato dopo-Mou ha cacciato a pedate l’ex allenatore del Liverpool. Roba da telenovela, insomma. E nelle telenovele, la vendetta, si sa’, è di casa (e Mazzarri sembra un po’ Ridge di Beautiful). Vi siete persi? Spero di no!

Trova le differenze
La vendetta di cui si parla è quella di Benitez nei confronti dell’Inter, quella di Napoli tutta nei confronti di chi se n’è andato credendo di migliorare la propria situazione, ma andando a cacciarsi nella bocca del leone. Tagliamo corto: tra Benitez e Mazzarri non c’è dubbio su chi abbia dimostrato di essere il migliore, Rafa ha vinto pur avendo squadre non eccelse, ha dimostrato di saper adattare i numeri agli uomini e di saper creare un gruppo di fedelissimi che per lui darebbero anima, vita e… tutto il resto. Mazzarri ha seminato un po’ di antipatie e odio non solo tra gli avversari, ma anche tra i suoi calciatori, non ha mai dimostrato un minimo di elasticità tattica e si è fossilizzato sul modulo che lo ha portato alla gloria.
Brooke... si 'na zoccola!
Avrete capito che Ridge/Mazzarri non mi sta tanto simpatico, contrariamente a Rafa Benitez y Cayetano y Lopez y… ma non si parla solo di simpatie, si parla di bravura, di persone maltrattate e che maltrattano. Insomma, pur non tifando né Napoli né Inter (sia mai!) attendi con ansia la sfida tra i due club per vedere un po’ a chi darà ragione il campo… stay tuned, ché sarà un bel campionato!