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venerdì 17 maggio 2013

Amore... vero?

Ho letto oggi la nuova fatica di Gigi Simeoni. Il bravissimo autore lombardo che è talmente bravo a scrivere e talmente bravo a disegnare che a volte vorresti che si dedicasse solo alle sceneggiature per leggere un maggior numero di sue storie, mentre altre volte credi che effettivamente sarebbe un peccato non vedere le sue tavole e quindi ti ripeti che è un bene che sia autore completo. Insomma, avrete capito che "il Sime" mi piace, un sacco. Però questa volta ha toppato. Diciamolo senza mezzi termini e senza paura: questa volta, dopo le perle de "Gli occhi e il buio", "Stria" e i suoi lavori per Nathan Never, stavolta Simeoni sbaglia mira.

La cover di Amore Nero
In "Amore nero", l'ottavo numero de "Le Storie", vengono ripresi alcuni dei personaggi de "Gli occhi e il buio". Ci si aspetterebbe, da quest'opera, un intreccio all'altezza di quelli dei precedenti lavori, un approfondimento dei personaggi pari a quello cui Simeoni ci aveva abituato, guizzi narrativi conditi da disegni magistrali. Ecco, tutto ciò non c'è. La parte grafica è, a dir poco, magnifica (e a me il tratto di Simeoni ricorda in parte quello di Magnus), ma a mancare è tutto il resto. La storia si legge velocemente e i dialoghi non sono malvagi, ma non c'è climax nella costruzione del racconto, che appare "indeciso". Parte quasi come un giallo, arriva ad avere una deriva horror per poi terminare con un finale... anonimo. 
Una delle vignette iniziali dell'albo
C'è un grande e sconvolgente evento iniziale, raccontato con un giusto equilibrio di ciò che viene fatto vedere e ciò che viene lasciato da intuire e, fin qui, nulla da eccepire: le prime tavole lasciavano intravedere l'ennesimo buon lavoro. Poi, però cominciano le magagne. Il commissario De Vitalis è burbero, scettico e stupidamente ostinato nel proseguire per una strada che lo porterà a scontrarsi con la dura... irrealtà. Sembrerebbe una normale evoluzione narrativa, ma tutto ciò ci viene narrato in maniera forse un po' troppo frettolosa e rapida.
In definitiva possiamo parlare di colpo a vuoto per Simeoni. Pazienza, capita anche ai migliori!

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